Uomini “di legge”

Il secondo “rimpasto” della giunta regionale nell’arco di otto mesi non poteva che alimentare un dibattito politico che divide la stessa maggioranza. In attesa che, in una prossima, prevedibile, tornata, si debbano soddisfare oltre che gli appetiti di Forza Italia anche quelli dell’astro nascente Matteo Salvini.

Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia

Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia

Molto si discute anche della “qualità” delle nuove deleghe, dello “spacchettamento” di quelle sulla Casa e della sua opportunità di fronte alle emergenze abitative, sulle non nascoste velleità di controllo sulla costituzione della città metropolitana…

Analisi e interpretazioni che rischiano di mettere in secondo piano il dato di fatto che gli incarichi sono stati distribuiti in violazione del terzo comma dell’articolo 11 dello Statuto della Regione Lombardia che stabilisce: «La Regione promuove il riequilibrio tra entrambi i generi negli organi di governo».

Puntualmente, la regola della “parità di genere” non è stata rispettata, esponendo le decisioni di Roberto Maroni alla già anticipata impugnazione da parte dell’Associazione Articolo 51. Con un esito che è facilmente prevedibile da quando il Consiglio di Stato, il 21 Giugno 2012, ha sentenziato che «le Giunte debbano essere obbligatoriamente paritarie o, qualora il numero degli assessorati fosse dispari, al numero più vicino alla metà numerica». La sentenza si applicava alla composizione della prima Giunta Formigoni, il cui azzeramento il “Celeste” evitò con un secondo abborracciato “rimpasto” egualmente sanzionato dal Tar (il 21 novembre 2012). Che portò alla terza Giunta sulla cui composizione i magistrati amministrativi non poterono giudicare perché costretta dagli scandali allo scioglimento.

Tutto già visto e già ampiamente sperimentato dunque. Per evitare, nuovi “incidenti” la presidente di Articolo 51, Angela Ronchini, aveva indirizzato l’8 ottobre scorso, a Mariastella Gelmini, la “regista” del rimpasto, una lettera aperta nella quale le segnalava questi precedenti. Senza ottenere alcun risultato, come si dimostra.

Si replica così uno spettacolo il cui finale è noto. E anche se la giustizia amministrativa si dimostrerà troppo lenta nel sanzionare le decisioni della politica, che per evitarne le conseguenze si inventerà sempre nuovi rimpasti, resterà davanti agli elettori la sua pratica di assoluto disprezzo delle leggi che pure si è data.



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