Alluvioni di cemento

Andrea Fiasconaro, capogruppo di M5S in Lombardia, di fronte ai disastri e ai morti che il maltempo sta provocando in Lombardia, ha, ragionevolmente, proposto che la legge sul consumo di suolo frettolosamente approvata dal Consiglio torni in Commissione. Annotando che «i disastri di oggi sono diretta eredità dell’incapacità delle amministrazioni pubbliche che si sono susseguite di gestire il territorio come risorsa pubblica piuttosto che a fini meramente speculativi.

sevesoE’ esattamente quanto sostiene oggi su Repubblica Milano Denis De Kergoblay, presidente esecutivo di EuropaNosta che si rivolge a Roberto Maroni con una lettera aperta replicando a quanto il Presidente della Regione ha sostenuto in un suo intervento su Corriere della Sera. Per De Kerrgorlay «occorre fermare da subito – e non tra tre anni – ogni intervento edilizio meramente speculativo» Che è esattamente quanto, malgrado le rassicurazioni di Maroni, la nuova legge non fa anche se il testo originale elaborato da Viviana Beccalossi, che voleva una «legge condivisa», offriva molte più garanzie di quante non ve ne siano oggi.

Piuttosto che discutere nel merito, come troppo spesso accade, si è preferito dimostrare la ferrea compattezza della maggioranza, più preoccupata dei necessari rimpasti che del governo, organizzando un blitz d’aula che le opposizioni avevano pochi strumenti per contrastare.

L’appello di M5S cadrà dunque, molto probabilmente, nel vuoto, anche se fosse accolto da Lista Ambrosoli e Pd. Ma è la migliore contestazione di quanto il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo sta dichiarando: «Viviamo in uno Stato farabutto, capace solo di togliere risorse ai Lombardi per mai più restituirle, nemmeno in casi eccezionali come i danni causati dal maltempo». Per Romeo è un problema di soldi (e non ha neanche tutti i torti), ma la sua arringa quotidiana si conclude con uno stentoreo: «Ci siamo rotti le palle di continuare a subire le prepotenze di Roma».

Fra quelle «prepotenze» Romeo dovrebbe però utilmente iscrivere anche il mantenimento degli oneri di urbanizzazione, il principale incentivo per Comuni con bilanci al lumicino per continuare a “vendere” alle immobiliari i loro territori. Ma, forse, anche questo piace a Maroni.



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