Occhio per occhio

Che l’edificio, speriamo, più sorvegliato di Milano, possa essere vandalizzato da un tagger, non depone a favore della qualità dei sistemi di sicurezza approntati per difendere il Duomo.

163035562-82dc9c3d-ee87-4351-9066-4b684fe67570Che si stato un singolo imbecille ad attaccare la storica porta di Ludovico Pogliaghi, gli eviterà, una volta identificato, l’accusa, per certi versi spropositata, di «associazione a delinquere» mossa ai sui colleghi imbrattatori a favore di un più credibile «danneggiamento aggravato».

Difficilmente, potrà invocare con loro, la “scusante”, molto popolare fra i praticanti, di aver voluto lasciare un segno di colore sui tristi muri delle orrende architetture milanesi. Che molto spesso lo sono davvero, ma che le tag, altrettanto spesso, fanno solo più sporche di quanto già non siano. La sua “creatività” si è, infatti, applicata a quanto di meglio le architetture milanesi abbiano saputo esprimere.

E’ la totale e spettacolare ignoranza e il disprezzo che con il suo gesto ha voluto manifestare che andrebbe punito. Fosse anche solo quella di ripagare il restauro dell’opera d’arte sfregiata, la pena sarebbe spropositata e, dunque, inesigibile. Ma “condannarlo” a passare le notti a cancellare le tag delle bande milanesi, sarebbe una “condanna” davvero esemplare, un biblico «occhio per occhio» per cittadini che il vandalismo pubblico sono costretti a pagarlo di tasca propria.



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