Il mercato delle benemerenze

Candidati a vario titolo all’Ambrogino d’oro, quest’anno sono 129, 59 le associazioni, 70 le persone.

Carlo Tavecchi, presidente della Federcalcio

Carlo Tavecchio, presidente della Federcalcio

Essendo candidature “politiche” volentieri si piegano alla pura propaganda piuttosto che alla rivendicazione identitaria dei proponenti. Ma, scontato il loro “difetto genetico” si pretenderebbe che avesse almeno qualche senso.

Non è il caso di Caro Tavecchio, candidato dalla Lega: non è di Milano, non ha alcun merito che la città possa riconoscergli. Anzi con una battuta che raramente si ascolta anche nei bar più alcolici ha gettato discredito sull’Italia, la Federcalcio, che presiede grazie a un’elezione degna di una dieta polacca medioevale, e, proprio per questo, è un presidente clandestino per l’Europa che l’ha sospeso per sei mes per «razzismo».

Che la Lega lepenista voglia premiare chiunque faccia una battuta ad effetto sugli extracomunitari passi (sono voti certi), che voglia assolvere comportamenti razzisti per generalizzarli e sua lunga pratica ed esperienza. Ma che candidi alla massima onorificenza cittadina Tavecchio iscrivendolo fra i personaggi che hanno illustrato il nome di Milano in Italia e nel mondo, è una volgare provocazione. E, soprattutto, una vera idiozia.



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